Si produce allora un cambiamento nel fiume. Il nilometro del Cairo segna un leggero aumento delle acque, che prendono una tinta verdognola per l'agitazione che esse creano in quelle vaste distese di acque stagnanti, che prima attraversano.

È una vera fortuna che questo periodo del Nilo verde abbia la sola durata di tre o quattro giorni; poichè in quello stato l'acqua riesce imbevibile, e quei disgraziati che sono costretti, loro malgrado, ad abbeverarsi al Nilo, sono colpiti da tremendi dolori intestinali. I previdenti fanno provviste di acqua da consumarsi durante i pochi giorni in cui il Nilo si fa verde.

Dopo questo periodo il fiume aumenta rapidamente di volume e diventa gradatamente torbido. Dopo dieci o dodici giorni di questo rapido aumento delle sue acque il Nilo assume una tinta rossa, color sangue, che conserva durante tutto il periodo dell'inondazione.

Le materie che il Nilo trascina e che lo rendono rosseggiante non sono nocive come quelle del breve periodo del Nilo verde; anzi l'acqua del fiume non è mai tanto sana, deliziosa e rinfrescante quanto nel periodo dell'inondazione.

Non havvi forse nel dominio della natura uno spettacolo più esilarante di quello che offra la piena del Nilo. Tutto si commuove e la natura esulta di gioia. Uomini, ragazzi, mandre di buoi selvaggi si tuffano nelle acque benefiche e rinfrescanti, ricche di pesci, mentre nubi di uccelli di diversa piuma svolazzano al disopra del fiume. E questa festa dalla natura non è solo ristretta agli ordini più elevati della creazione, poichè la sabbia, fattasi umida per l'avvicinarsi delle acque fecondataci, si anima ad un tratto quasi per incantesimo e brulica di milioni d'insetti.

Nell'Egitto l'anno può ripartirsi in tre distinte stagioni: quattro mesi di seminagione e di sviluppo che corrisponderebbero ai nostri mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio; quattro mesi di raccolto da marzo a giugno; ed i rimanenti quattro mesi (luglio, agosto, settembre ed ottobre), in cui succede l'inondazione, completano il ciclo dell'anno egiziano.

Il Nilo non ha soltanto creato il suolo dell'Egitto, conquistando la maggior parte del Delta sul mare, ma ha imposta la configurazione generale del paese ed il genere delle sue produzioni. Tutto dunque in Egitto si regola sul Nilo: il suolo, i suoi prodotti, la specie degli animali e dei volatili che esso nutrica.

Gli antichi Egizi lo sentivano meglio di chicchessia e se ne mostravano riconoscenti. Del loro fiume avevano fatto un Dio che chiamavano Api, e non cessavano mai di celebrarne i benefizi.

Ecco l'inno antico, bellissima invocazione al Nilo tramandata ai posteri:

Salve, o Nilo! Salve a te, che ti sei manifestato su questa terra e che pacifico vieni a dar la vita all'Egitto! Dio nascosto, che conduci le tenebre alla luce in quel giorno che a te piace—Irrigatore dei frutteti creati dal sole per dar vita a tutti gli animali—Tu abbeveri la terra in ogni punto—Via del cielo che discende—Dio Seb, amico dei pani—Dio Nepra, porgitore dei grani—Dio Phtah, che illumini ogni dimora—Signore dei pesci. Quando tu rimonti sulle terre inondandole nessun uccello invade le seminagioni—Creatore del grano; produttore dell'orzo—Tu perpetui la durata dei Templi; il tuo lavoro è riposo alle dita dei numerosi infelici—Quando tu decresci cadono gli Dei, deperiscono i mortali—Tu fai squarciare dagli animali la terra intera; grandi e piccoli si riposano—Invocano te gli uomini e quando ti arresti diventi simile a Knoum (il Dio creatore). Se invece ti muovi, la terra si riempie di allegrezza; ogni ventre esulta; ogni essere organato riceve il suo nutrimento; mastica ogni dente—Tu offri le provvigioni più squisite, crei ogni buona cosa—Tu sei il Signore dei cibi più scelti e più graditi; se vi sono offerte è mercè tua—Fai spuntare l'erba per gli animali, prepari i sacrifizi per ciascuna divinità; l'incenso che viene da te sopra ogni altro sovrasta—Tu ti rendi padrone delle due contrade (alto e basso Egitto) per riempiere i depositi, per colmare i granai, e provvedere il necessario agli indigenti—Germogli per appagare tutti i voti, senza esaurirti mai e fai del tuo valore scudo agli infelici—Non sei inciso sulla pietra, nè sei scolpito sulle statue, che portano la doppia corona (emblema di sovranità sull'alto e basso Egitto)—Non ti si vede—Nessuna offerta giunge sino a Te—Non penetri nei misteri, nè si sa il luogo dove sei, nè lo si può rintracciare mediante lo studio delle sacre scritture—Nessuna dimora ti cape; nessuna guida può penetrare nel tuo cuore—Tu hai rallegrate le generazioni dei figli tuoi—Ti si rende omaggio al Sud—Immutabili sono i tuoi decreti, quando si manifestano ai servi del Nord—Tu bevi le lacrime di tutti gli occhi e prodighi l'abbondanza de' tuoi beni.