Oggi invece è indubbiamente provato, che il Congo ed il Nilo non sono gli emissari dello stesso lago, poichè il Nilo riceve le sue acque non dal lago Tanganika, ma da quello di Victoria-Nyanza.

La sola incertezza, che rimane tuttodì, sta nello stabilire quale sia la riviera madre che, gettandosi nel lago Victoria-Nyanza, determini il corso superiore del Nilo, vale a dire rappresenti la sua sorgente principale.

Su questo riguardo i pareri sono disparati; ma a mio giudizio sono due le interpretazioni più logiche e più accreditate.

Secondo le osservazioni e gli studi dello Stanley, del Pearson e di missionari francesi parrebbe che il Mwaron, detto anche Louwambè, sia il vero Nilo originario, ove si consideri la lunghezza del suo percorso: Questo fiume tiene la sua sorgente al 3° dell'emisfero australe; esso scende al Nord, poi si piega al Nord-Ovest prima di gettarsi nella parte meridionale del lago Victoria-Nyanza.

Stando invece alle asserzioni dello Speke e di Grant, il Kitangouleh, detto anche Tangoureh, se si considera la sua massa liquida, sarebbe l'affluente del gran lago, che avrebbe maggiore diritto di essere considerato quale corso sorgivo del bacino superiore del Nilo. Il Tangoureh è un imponente corso d'acqua, che nasce nei monti che stanno al Sud dell'equatore; il suo bacino accoglie una enorme quantità di acqua durante la stagione delle pioggie ed in questo periodo si estende per una larghezza di parecchi chilometri. Nella stagione secca, che ha la durata di soli tre mesi, da agosto ad ottobre, il Tangoureh si riduce bensì a soli 75 metri di larghezza, ma la sua media profondità non è mai inferiore ai 15 metri. Al suo sbocco nel lago di Victoria-Nyanza si allarga sino a 130 metri con una profondità da 30 a 40 metri.

L'autore del presente studio darebbe la preferenza al Tangoureh considerandolo come il vero corso d'acqua, dal quale prende origine il Nilo. Si può quindi con fondamento asserire, che il Nilo bianco, propriamente detto, non è altro che la grande fiumana che accoglie una gran parte delle acque equatoriali, le quali convergendo tutte si riuniscono nelle grandi paludi del 9º grado. Il Nilo bianco comincia a formare il grande fiume Nilo, in seguito al suo congiungimento col Nilo azzurro vicino ed a levante di Khartoum, dopo un percorso di 1050 chilometri, durante i quali allaccia numerosi isolotti. Il terreno adiacente alle sue sponde conserva quasi sempre in quel suo lungo percorso lo stesso aspetto; ben di rado l'opprimente monotonia di quei terreni è rotta dalla veduta, anche lontana, di una catena di monti o di una qualche altura isolata.

La riva destra del Nilo bianco ha per limite una successione di banchi di sabbia dell'altezza generalmente di 10 metri circa; sulla sponda sinistra invece i terreni percorsi sono bassi; per un'estensione variante da uno a sei chilometri sono di natura alluvionale, soggetti alle inondazioni periodiche e per conseguenza fertili.

La superficie approssimativa del terreno lungo la sponda sinistra bagnato dall'acqua delle piene è di circa quattromila chilometri quadrati, i quali per la maggior parte restano infruttiferi, perchè i selvaggi, abitanti lungo la sponda, si limitano a coltivarne piccole particelle, per quel tanto, cioè, che è di necessità assoluta per la loro esistenza, mentre da quel terreno fecondato dalle acque si potrebbe ampiamente trarre il nutrimento per una popolazione cento volte più densa. Vi sono qua e là sparsi ciuffi di mimose, di acacie e di giuggioli, ed il terreno essendo affatto piano sarebbe facilmente irrigabile, come lo è quello della valle del Nilo e le pianure del Delta.

Questa notevole differenza nella natura delle due sponde risulta, al dire dell'egregio geografo Schweinfurt, dalla direzione costante del Nilo verso il Nord sopra uno spazio di 30 gradi.