Le acque del Nilo bianco mutano tre volte di colore. Durante 20 o 25 giorni tra marzo ed aprile il primo flusso, che sbocca dalle paludi del 9º grado è alquanto saturo di materie vegetali; è questo il periodo delle acque verdi che si propagano per 5 o 6 giorni sino in Egitto. Esse sono nocive e gli abitanti evitano di berle in quello stato. In seguito sparisce il color verde e viene sostituito da una tinta rossiccia, cui tiene dietro, molto tempo prima della magra, una tinta glauca, ma quasi limpida, il che, senza dubbio, ha motivata la denominazione di Nilo bianco. Le terre che si possono coltivare nel bacino del Nilo bianco sono in generale fertili e di una notevole leggerezza. La loro tinta è chiara, calda e brillante più di quella delle terre egiziane; il che è probabilmente dovuto all'assenza di calcarea.

Nilo azzurro.

L'altipiano, che abbraccia tutte le Alpi abissine, ha nella parte Sud la sua linea di depressione traversale segnata sul versante del mar rosso dalla baja di Tadjoura e nell'interno da una grande cavità, che probabilmente un giorno fu centro di attività vulcanica, che si trasformò in un bacino lacustre denominato il lago Tsana.

Al pari di tutti i grandi laghi dell'Equatore lo Tsana è alimentato dai vapori dell'oceano indiano, i quali formandosi sui culmini dei monti di Etiopia si condensano in pioggia o si trasformano in neve. Questo lago è situato verso il 37º grado di longitudine Est ed al 12º grado di latitudine Nord; la sua superficie è di 3 mila chilometri quadrati e la sua profondità varia dai 70 ai 200 metri. Il Nilo azzurro detto anche Bahr-Arrec o Bahr-Abai esce dalla parte meridionale dello Tsana da un'altitudine di 1776 metri. Quest'imponente corso d'acqua fu per molto tempo considerato come la principale sorgente del Nilo, mentre non è che il ramo più conosciuto. Sin dai tempi di Tolomeo il corso del Nilo azzurro fu descritto con molta esattezza, confermata dalle più recenti esplorazioni. Il Nilo azzurro si dirige prima verso il Sud e corre in seguito nella direzione del Nord-Ovest, formando un arco di 400 chilometri intorno alla base dei monti Talba-Waka; e quindi continua il suo percorso di circa 10º, e senza mutare la sua direzione Nord-Ovest, finchè raggiunge il Nilo bianco a Khartoum (parallelo 15º e 29º). Il totale sviluppo del suo corso è di 1350 chilometri, vale a dire un quinto circa di quello del Nilo bianco, che è di chilometri 6500 dalle sue sorgenti alle sue foci di Rosetta e Damietta nel Mediterraneo.

La parte più aspra ed ostacolata del Nilo azzurro è rappresentata dai primi suoi 400 chilometri di corso.

Ad 8 chilometri dal lago Tsana supera una prima Cateratta, quella di Wareb, e riceve poco dopo il Bechto, che è il principale affluente del suo corso superiore. In seguito il suo letto si allarga sino a 200 metri scorrendo attraverso a pianure boschive; poscia ritorna a serrarsi un po' prima della Cateratta di Alata, che è una vera Cateratta rappresentata da una caduta perpendicolare di 25 metri. Il corso del Nilo azzurro non è più in seguito che una successione di rapidi in fondo a gole profonde e talmente strette, che i Portoghesi unirono in più siti le due rive con ponti in mattoni, dei quali uno ha resistito all'intemperie e sussiste tuttora.

In quelle gole profonde sopra una pendenza di 780 metri l'inclinazione raggiunge m. 1,95 per chilometro.

Oltrepassate quelle profondità, benchè la pendenza diminuisca sensibilmente, tuttavia il corso del fiume non cessa dall'essere torrenziale. Correttamente parlando, questo ramo del gran Nilo non abbandona il nome di Abaï per assumere quello di azzurro che dopo di avere attraversato il Nord del paese dei Gallas e dopo di avere lasciato dietro di sè le aspre alture del Faroglou.

Nell'epoca della stagione secca, il Nilo azzurro è talmente basso da non contenere acque sufficienti per mantenere a galla le barche, che fanno il traffico tra Senaar e Khartoum. Ma quando le pioggie periodiche incominciano e il sole ardente di aprile fonde le nevi accumulate sugli altipiani abissini, le acque gonfie del lago Tsana si precipitano nell'Abaï, che noi abbiamo sempre continuato a chiamare Nilo azzurro. Queste acque animate da enorme celerità si vanno man mano aumentando pel concorso dei torrenti affluenti e travolgono nei loro limaciosi flutti le ricche alluvioni tolte ai terreni fertili delle montagne. Tutta la poderosa massa di acqua formata dalla riunione dei due Nili ed aumentata dalle acque dell'Albara costituisce il complesso delle alluvioni, cui l'Egitto deve la propria esistenza, Il Nilo azzurro è, durante le sue piene, navigabile sino alla Cascata di Rossérès 504 chilometri distante da Khartoum. In quel punto le rocche fanno barriera al fiume e formano per le barche di ogni specie un ostacolo insormontabile. La piena periodica del fiume azzurro è avvertita a Khartoum venti giorni prima di quella del Nilo bianco. Si effettua in giugno e luglio, e raggiunge il suo maximum in agosto e qualche volta in settembre. Il fiume si mantiene in piena sino al 15 od al 20 settembre, e quindi progressivamente decresce per giungere al limite minimo di sue acque, o magra nel mese di marzo. Quando la piena raggiunge il suo maximum, le acque percorrono i 1800 chilometri che separano Khartoum da Assouan in 13 giorni con una celerità di circa 150 chilometri ogni 24 ore.

Prima dell'insurrezione del Mahdy e quando Khartoum era nelle mani dell'Egitto, i movimenti del Nilo azzurro erano registrati al nilometro stabilito in prossimità del palazzo del Governatore a 4 chilometri a monte della confluenza dei due Nili. La segnalazione perveniva giornalmente al Cairo per mezzo del telegrafo.