Cascata di Moghrat.
L'isola di Moghrat situata a 513 Chilometri da Khartoum all'estremità della gran curva che fa il Nilo nella direzione di Ovest Sud-Ovest per circoscrivere dai tre punti cardinali Est, Sud ed Ovest il deserto di Nubia, ed Argo presso Dòngola sono le più considerevoli delle isole nilotiche; tutte e due hanno oltre 30 chilometri di lunghezza e circa 5 chilometri di larghezza.
Moghrat è una rocca immensa, di cui la parte montana è refrattaria a qualsivoglia vegetazione; sovra alcuni punti dalla sua base (specialmente al Sud) il fiume ha ricoperto le roccie di qualche strato di alluvione, di cui gli isolani traggono partito.
Non ostante le numerose isole e le roccie esistenti all'estremità Sud di Moghrat la navigazione non diventa realmente difficile, che al disotto di quella parte del fiume che costeggia la grande isola e per un percorso di 12 chilometri. Tuttavia lo sbarramento non è compiuto che nel periodo della magra. Durante le acque alte alcuni battelli a vapore hanno rimontati le Cascate di Moghrat aiutandosi colla macchina e col soccorso di rimorchiatori. In quanto alle barche a vela spinte da un buon vento possono in 10 giorni percorrere l'uno o l'altro dei due rami del Nilo dalla punta Nord all'estremità Sud dell'isola. In complesso sono necessari 15 giorni per superare la distanza che separa Bèrbera dalla punta Nord dell'isola Moghrat.
A valle di Moghrat le sponde rocciose del Nilo si ravvicinano e lo stringono in siffatto modo da ridurlo ad una larghezza di 150 a 200 metri, ed anche nei punti ove il suo letto riprende le sua estensione normale, esso è sempre ingombro da roccie sino in prossimità dell'isola di Morkos a 20 chilometri da Moghrat.
Sulla riva destra a Nord-Est di Moghrat si trova Abou-Hamed, villaggio dove le carovane provenienti da Korosko si fermano prima di continuare la loro via verso Bèrbera. Egualmente vi si arrestano le carovane dirette a Korosko per le provviste di acqua prima di intraprendere la traversata del gran deserto di Atmour.
Ma l'insieme di questa regione presenta un aspetto miserando; alcuni strati di terra alluvionale qua e là intercalati fra le cavità tortuose danno nutrimento a qualche acacia, il cui verde contrasta coll'aspetto cupo delle roccie e col niveo dei flutti che senza posa le flagellano.
Le masse di sabbia sempre minaccianti d'invadere il magro dominio della vegetazione, le acque che incessantemente si sforzano di allargare il loro passo fra le roccie, tutto concorre a meravigliare lo sguardo e ad impressionare l'immaginazione. Si può asserire senza esitanza che la vita trascinata dagli infelici abitatori di questa contrada è peggiore che in tutte le altre plaghe attraversate dal gran Nilo.
Tanto il passaggio della Cascata di Om-Deras quanto di quelle che le tengono dietro a Touari ed a Kabenat non presenta difficoltà che nella stagione della magra.