Non poteva togliermela dal cuore un minuto. Avevo dei presentimenti tetri. E d'altra parte pensavo:
— Ma finora non ha fatto che lavorare, senza distrazioni, senza affezioni di famiglia (perchè i suoi l'avevano mandata a servire a dodici anni e non se ne erano curati più), senza benessere, senza soddisfazioni di vanità; ha vissuto per una speranza, s'è appagata d'una promessa e non ha invidiato nessuno. Bisognerebbe dire che non c'è giustizia se quella promessa non le fosse mantenuta...
Infatti non le fu mantenuta. La sera del giorno quattordici morì. Ma morì in un'estasi di gioia credendosi nelle braccia del suo bersagliere; ed il suo cadavere rimase sorridente colle labbra aperte sui poveri denti spezzati e radi.
Poche ore dopo, giunsero i suoi fratelli, che mio padre aveva fatti chiamare.
Io sapeva che la povera donna aveva sempre destinato quanto possedeva al bersagliere; tutti lo sapevano; ma non c'era nulla di scritto; non aveva neppure potuto dirlo formalmente a voce prima di morire, perchè era delirante. E quei parenti, due villani, lenti, freddi ed avidi, che non avevano fatto mai nulla per lei, si portarono via il frutto delle sue fatiche e privazioni, la dote del bersagliere, il tesoro d'amore, che la poveretta aveva impiegato tredici anni a raccogliere.
Il giorno quindici arrivò il bersagliere e venne direttamente da noi. Era in viaggio da parecchi giorni, e non sapeva nulla della malattia dell'Amalia. Mio padre era all'ospedale presso la morta; dovetti far entrare il soldato nella mia camera, e quasi ne ebbi piacere per potergli dare la nuova dolorosa colla maggior dolcezza possibile, e dirgli qualche parola di conforto.
Era appunto quello che i contadini chiamano un bel giovine; oramai però era uomo fatto, una grande e grossa persona massiccia, col collo corto, i capelli fitti e duri come setole, e ritti sopra la fronte stretta, gli occhi piccoli, il naso corto, il viso largo, e stupido; ecco quel personaggio adorato.
Cominciai a dirgli che l'Amalia s'era ammalata, ed egli rimase impassibile. Aggiunsi che s'era ammalata gravemente, molto gravemente, che l'avevano portata all'ospedale.
E lui, duro come un muro, ed egualmente freddo.
Forse era soggezione, forse quello stupido amor proprio della gente rozza, di non lasciar scorgere la commozione che considerano come una debolezza.