Allora presi coraggio e gli annunciai tutta la disgrazia.

Si fece rosso rosso, girò nervosamente fra le mani il cappello piumato, ma non disse nulla.

Lo esortai ad esser forte, a rassegnarsi, aggiunsi che era una grande sventura; che tutti la sentivamo, e che fin all'ultima ora la poveretta, anche delirando, aveva pensato a lui... E gli stesi la mano in atto di amichevole conforto.

Egli la vide, ma non si mosse, non la prese, e disse soltanto facendosi anche più rosso:

— Si può andare a vederla?

Gli risposi di sì, gli diedi un biglietto per mio padre che era laggiù a disporre i funerali, e gli indicai la strada. Egli ascoltò tutto in silenzio senza guardarmi, poi fece goffamente il saluto militare, e, sempre muto, se ne andò.

All'ospedale non domandò di mio padre nè diede il biglietto; però il babbo era presente quando entrò nella camera della morta.

Stavano per metterla nella cassa; le avevano tolti gli spilloni, il capo era scoperto, e la bocca sdentata sorrideva ancora del suo buon sorriso.

Il bersagliere s'accostò adagio adagio al cadavere, coll'aria impacciata, senza osare di guardar nessuno; poi, vedendo dall'altro lato del letto il fratello della morta, che altre volte aveva conosciuto, lo salutò con un cenno del capo serio, e disse:

— Accidenti! com'era vecchia!