— Sporsi querela contro di lui per omicidio. Ci fu un principio d'istruzione. Turiddo dichiarò d'avergli tenuto un lungo discorso sugli effetti del curare, e sulla possibilità di salvare chi ne fosse avvelenato; io deposi le parole che aveva dette a me quando giacevo come morto; ma egli negò tutto. Ho già detto che aveva delle alte protezioni. D'altra parte il professor Dulcamara, che era rimasto molto umiliato dal trionfo di Turiddo sulla sua scienza, finì col persuadersi che quella era stata una commedia combinata fra Turiddo e me, e continuò a negare che un uomo veramente avvelenato col curare potesse riaversi. Conclusione: Non si fece luogo a procedere, e, circa un mese dopo, Turiddu ed io fummo invitati dalla polizia borbonica a lasciare la Sicilia, dove eravamo mal notati all'università di Messina, come imbevuti di idee liberali, e perturbatori dell'ordine.

«Fu allora che venni in Piemonte, dove terminai gli studi a questa università di Torino, e, dopo varie vicende, finii, per tornarci col titolo di professore.

— Ah! è un'infamia che Rosario sia rimasto impunito! disse qualcuno. E non ne seppe più nulla, professore? Non lo rivide più?

— Lo rividi, rispose il professore un po' turbato. Lo rividi una volta sola... poco fa. Era la persona che mi domandava in salotto.

A quella rivelazione sorse un grido d'orrore. Tutti ci alzammo, alcuni cercarono di correre all'uscio, come per far giustizia di quell'uomo. Ma il professore trattenendoli riprese:

— Ora è molto lontano. Dacchè le cose sono mutate in Sicilia, è mutata anche la sua fortuna. È venuto qui povero, umile, malandato, a domandarmi cento lire per pagare il viaggio e tornare in paese.

— E gliele ha date, professore? No?

— Sì, gliele ho date. Ho fatto come i miei vecchi; non ho respinto neppure il mio assassino il giorno di Natale.

Poi con un sorriso che rimaneva sempre buono, soggiunse, come per iscusare la sua buona azione.

— Dacchè ho ereditato il loro patrimonio, ed i loro nervi eccitabili, dovevo pure accettare anche i loro pregiudizi. E la parte passiva dell'eredità.