«— No, no, professore. State a sentire, insisteva Turiddo parlando con una rapidità febbrile, mentre gli altri studenti erano usciti per sollecitare a far portare l'apparecchio domandato. State a sentire. L'elemento nervoso sensitivo, l'elemento nervoso motore, e l'elemento muscolare, hanno ciascuno la sua autonomia. Uno solo può morire, mentre gli altri vivono. Navaro non può parlare nè muoversi, ma la sua sensitività ed i suoi muscoli sono vivi; l'elemento nervoso motore, che trasmette ai muscoli le manifestazioni della sensitività, è il solo avvelenato; e per mancanza di quel tramite le manifestazioni sono impossibili.
«Il prof. Dulcamara alzava le braccia in alto, giungeva le mani, crollava il capo co' suoi grandi gesti da meridionale, ed esclamava fuori di sè, andando su e giù per la stanza:
«— Cosa mi tocca sentire! Cosa mi tocca sentire!
«Furono le ultime parole che udii. L'apparecchio per la respirazione artificiale entrava appunto, quando cessai di vedere, udii ronzarmi negli orecchi dei suoni confusi, e m'avvidi, disperato, che morivo al momento in cui stavo per esser richiamato alla vita.»
Conchiudendo queste parole, il professor Navaro respinse noi tutti, che lo stringevamo davvicino, e s'accostò alla tavola per versarsi un bicchierino di cognac. Ma noi lo seguimmo domandando:
— Ma poi? Non è morto, professore, dacchè è qui a narrarlo. Dica, come finì?
— Si può figurarselo, riprese con maggior calma, dopo aver bevuto. Dopo non so quanto tempo, apersi gli occhi, e mi vidi solo con Turiddo, che mi faceva respirare artificialmente. A quel primo segno di vita egli mise un grido di gioia e staccò il soffietto... Io ricaddi svenuto. Allora ricominciò, e dopo più d'un'ora potei muovermi e parlare. La sera stessa ero completamente guarito, e dopo alcuni giorni stavo anche meglio di prima.
— Ma, caro Navaro, esclamò un professore di filosofia: io non capisco nulla. È uno scherzo, un racconto di fantasia alla Poe che ci ha fatto? Come mai! Avvelenato, morto a mezzodì, e sano la sera?
— Morto, no; lo sarei stato fra pochi minuti, e nessuno avrebbe sospettato mai che avevo vissuto fin allora: perchè il curare paralizza la circolazione come paralizza tutti i movimenti, perchè, come s'è detto, agisce sui nervi motori. Ma se colla respirazione artificiale si riesce in tempo a ravvivare la circolazione ed a mantenerla per un tempo sufficiente, il curare si elimina per le vie ordinarie e l'ammalato guarisce. L'importante degli esperimenti di Claude Bernard, fatti su molti animali e riferiti nel suo libro La science experimentale, sta appunto in questo, d'aver accertato che, per un dato periodo, prima che la paralisi dei polmoni non abbia prodotta l'asfissia, quell'essere, che presenta tutti i sintomi della morte, vive e può essere salvato. Ma io credo d'essere il solo uomo che ha provato su sè stesso gli effetti di quello strano veleno senza esserne morto. Più volte mi venne l'idea di pubblicare una memoria su quel caso; ma mi ripugna di occuparmene.
— E Rosario! quel gesuita di Rosario, domandammo noi, frementi d'indignazione. Non l'ha ucciso, professore? Non l'ha denunciato?