«E l'altro più affannato che mai:

«— È una verità, professore. Io lo sapevo fin da Parigi. Ne ho parlato anche a Rosario Angherà. Come mai non se n'è ricordato? Si vede che la disgrazia l'ha sbalordito. Ma non c'è un minuto da perdere. Ora Navaro è vivo in un corpo paralizzato. Però in meno di mezz'ora saranno paralizzati anche i polmoni e morirà asfissiato.

«Queste parole mi spiegarono una sensazione nuova di soffocamento, che cominciavo a sentire. Era l'asfissia! La morte che avevo invocata prima, veniva ora che stavano per soccorrermi. Veniva pur troppo, veniva rapida; e non potevo gridare:

«— Ma presto; affrettatevi.

«Turiddo andò all'uscio, e disse:

«— E non tornano coll'apparecchio per la respirazione artificiale! È il solo mezzo di salvarlo.

«Aveva già mandato a prendere l'apparecchio! Ebbi ancora un filo di speranza. Ma soffocavo. Intanto il professore si opponeva energicamente a quella prova. Era pura testardaggine? Era la vanità di non voler vedere smentita la sua sentenza? Tornò ad ascoltarmi il petto, poi disse:

«— Via, sentite. Anche il cuore cessa di battere. Quando mai un uomo può vivere senza che gli batta il cuore? Ma che scienza può insegnarvi questo, figlio mio?

«— Vi assicuro, professore, che Claude Bernard...

«— Ma che Bernard! Sono francesate! Gl'Indiani muoiono da centinaia d'anni col curare come questo mio povero discepolo, e non sono mai risuscitati.