Carlo gli narrò i casi suoi, ed il suo desiderio di non restituirsi a domicilio prima di Natale, per aspettare il nonno.
— Non so dove stare intanto, concluse un po' scoraggiato.
— Vieni a casa mia, propose ospitalmente il compagno. Mio padre lavora fuori di Milano, e torna a casa soltanto la sera del sabato. Domani sera verrà perchè è la vigilia di Natale; ma oggi non c'è.
— E la tua mamma? domandò Carlo, a cui la Margherita aveva destato in cuore una grande paura delle massaie.
— La mia mamma va a servire in città, e sta fuori anche lei tutto il giorno.
— Ma io ho fame; osservò il piccolo fuggiasco impensierito.
— Quando saremo a casa ti darò metà della mia colazione: poi giocheremo tutto il giorno, e vedremo passare il tram, e andremo alla Certosa di Chiaravalle, dove si sale sul campanile per una scaletta in aria, che fa paura, ed è facile cader giù...
Carlo seguì il compagno, sedotto da quella prospettiva; ed i fanciulli passarono delle buone ore insieme.
Ma quando cominciò a farsi buio, si trovarono imbarazzati. La mamma stava per tornare, e pare che non fosse molto indulgente, perchè il suo figliolo si metteva in grave pensiero.
— Se ti vede qui mi sgrida; diceva.