— Uhm. Ho paura che non facciamo nulla. Ogni volta che andrete fuori avrete il bersagliere intorno...

L'Amalia sospirò melanconicamente:

— Oh! questo non è possibile. Il Re l'ha mandato in Cicilia.

Mio padre che era un vecchio Piemontese devoto alla monarchia ed alla casa Savoia, approvò vivamente quella disposizione del Re. E l'Amalia, vedendolo sorridere, riprese fiduciosamente.

— Serviva anche lui alla Pometta, ma allora non era bersagliere. Abbiamo cominciato a parlarci, dalla finestra della cucina che guardava nell'orto, perchè lui era ortolano. E che bel giovine! Se vedesse signor padrone, alto come lei, e più diritto di lei, perchè quello è giovine, e lei no, pover'uomo! Però noi si sapeva che doveva andare soldato e ci promettemmo di aspettarci finchè lui avesse finito il suo tempo. Sono quattro anni che gira per la Cicilia, ed io intanto servo, per mettere un po' di quattrini da parte; poi, dopo tre anni ancora, tornerà col suo congedo risoluto e mi sposerà.

Dacchè il bersagliere era messo al sicuro di là dal mare, mio padre ammise l'Amalia ad un mese di prova, dopo il quale ella tirò via a servire senza che nessuno sollevasse la menoma obbiezione.

Era una donna attiva, intelligente, pulita, e sempre allegra. Diceva casa nostra , diceva noi, nominando collettivamente se stessa ed i padroni, faceva un mondo d'accoglienze ai visitatori che venivano, e s'informava della loro salute come se fossero suoi amici; ma, in una famiglia alla buona come la nostra, queste dimestichezze si potevano perdonare. Imparava ogni cosa con molta facilità, e trovava tempo per la cucina, per stirare, per tenere in ordine la casa, ed anche per correre ogni giorno alla posta a domandare se c'erano lettere del bersagliere.

Ne parlava continuamente. Tutti i vicini di casa, padroni e servitori, i nostri conoscenti, i portinai, i bottegai della contrada, sapevano che l'Amalia aveva un innamorato bersagliere; ed appena la vedevano le domandavano ridendo:

— E così, Amalia? ha scritto il bersagliere?

Il pollaiolo le regalava dei mazzi di penne di cappone, che lei metteva da parte giubilando per «mandarle in Cicilia alla prima occasione». Provava ad inalberarle da un lato del suo capo calvo, e, diceva: