— «Ma no! Ma no! Il nonno ha detto di più. Si sono fatti dei progetti. Si farà portare un pianoforte, ben inteso. Si toglieranno dalle stanze i letti ed i palchi della frutta; si faranno ridipingere le pareti...
«Un’altra risata di mia sorella mi troncò le parole in bocca.
— «Oh! Oh!!... Ridipingere le pareti! Il nonno!... Oh! ma davvero ti gira la testa. Ha ragione la zia Rosa. Metti fuori la lingua! E chi è il Raffaello che farà questo lavoro?
— «Via! non s’hanno a dipingere davvero; s’intende ricolorirle... darci una tinta...
«Ero così mortificata che non sapevo più stare allo scherzo e rispondevo seria seria e scimunita.
«Dovetti lottare tutta la sera contro l’incredulità della Giuseppina e delle zie, e contro le loro burle.
«Finalmente il nonno uscì dallo studio, ed io lo aggredii addirittura, domandandogli francamente, a bruciapelo, come una ragazza sicura del fatto suo:
— «Nevvero, nonno, che s’è combinato di dare una festa da ballo al Cascinino?
— «Ah! sì. Ho veduto che i locali si prestano, rispose lui, tutto sorridente al pensiero di quei suoi locali che amava tanto.
— «E quando daremo questa festa? domandò mia sorella, sempre con un’aria d’incredulità e di burla.