DUE PAROLE D’ESORDIO
A misura che considero l’esistenza dei ragazzi che mi circondano, mi convinco sempre più, che questo è un tempo estremamente fortunato e bello per la fanciullezza. I bambini sono i despoti delle famiglie, i padroni del mondo, anche nelle case dove una giusta e voluta severità, non permette alle piccole testoline capricciose di avvedersi troppo di questa loro fortuna.
Si vedono intere famiglie della borghesia trasportarsi, nell’estate, in riva al mare, o sui monti, o a qualche sorgente di acque minerali, — anche a costo di gravi sacrifici di borsa, — per rinforzare un bambino gracile, per ridare un po’ di roseo alle guancie impallidite di una bambina. A’ miei tempi i bambini delicati e poveri morivano, ed i genitori piangevano amaramente. Ma le bagnature e le cure climatiche erano riservate esclusivamente alla gente ricca.
Ora invece, se non si può movere la famiglia, si cerca, e si trova una pensione, economica relativamente, ma sempre gravosa per le piccole rendite e per la gente che vive del proprio lavoro; ma il ragazzo non è mai privato della cura che si richiede per la sua salute.
Pei figlioli dei poveri vi sono delle beneficenze che provvedono alle cure climatiche ed ai bagni di mare.
Negli istituti, nelle famiglie, si usa far visitare tratto tratto da un dentista i denti dei giovinetti, per preservarli da quell’orribile carie, che altre volte rovinava i denti tanto presto, senza altro rimedio, nella maggioranza, che quelli a cui si ricorreva quando gli spasimi lo richiedevano imperiosamente, e che, bene spesso, distruggevano il dente insieme col male. I nostri vecchi, dente più dente meno, non se ne curavano troppo, e dicevano che queste sottigliezze erano buone pei figlioli dei gran signori.
E le scuole dove noi s’andava a gelare l’inverno, ed a soffocare l’estate, sono ora riscaldate ed aerate bene, a seconda della stagione. Ed invece di passarvi una quantità di ore immobili, come si faceva altre volte, ora vi si alternano gli studi colla ginnastica, colle lunghe passeggiate; si misura il tempo, si studia soltanto in date stagioni; tutto per riguardo alla salute ed al benessere dei ragazzi.
Conosco degli istituti dove le giovinette, che non si debbono esporre al freddo della strada per andare a far colazione alle loro case, si portano una costoletta preparata in un piattino, ed un piccolo fornello a spirito, e nell’ora della ricreazione si cuociono quel manicaretto sostanzioso. Ne conosco altri, dove l’istituto stesso fornisce, dietro richiesta dei genitori, le colazioni calde alle alunne, come se fossero in una piccola locanda.