Pareva che il cielo si compiacesse a versare su noi a piene mani tutte le sue benedizioni. Eravamo ricchi, innamorati, ed avevamo la certezza che fra pochi mesi un bambino, un figlio nostro, il caro vincolo di due braccini fragili e rosati, verrebbe a legarci più strettamente ancora l'uno all'altra.

Quando consideravo l'alta bontà di Marco, pensavo che Dio era giusto: ma rivolgendo l'occhio su me, sul mio passato, avevo paura. — Con che diritto io, che avevo una colpa sulla coscienza, mi associavo alla felicità di quell'uomo leale? E se invece avessi associato lui, — lui nobile, onesto, dignitoso, — alla mia sorte, alla posizione che temevo, alle conseguenze del male? La notte mi svegliavo in sussulto, impaurita da quel pensiero. Era la sola nube che offuscasse il mio bell'orizzonte. Ma una nube grave di tempesta.

V.

Era d'estate, la sera uscivamo insieme perchè nel mio stato avevo bisogno di moto.

Una sera passeggiavamo lentamente sul Corso. Parlavamo del nostro bambino; del nome che gli s'avrebbe a dare; era una questione che agitavamo da un pezzo. Io volevo chiamarlo Marco o Marcella a seconda del sesso; — lui trovava che Marcella era brutto, e preferiva il nome di Mario o Maria. Era una gara di cortesia e d'affetto, in cui ciascuno di noi voleva far prevalere il nome dell'altro; poi ci eravamo messi di buon umore, e Marco m'andava proponendo i nomi più strampalati: Asdrubale, Melchisedecco, Ariodante.... ed io protestavo ridendo.

— Macario — disse Marco, scansandosi un poco per lasciar passare un giovine che ci aveva preso la dritta. Io non risposi.

— Non ti opponi? — riprese. — Chi tace consente. Lo chiameremo Macario.

Non risposi ancora. Lo stesso giovane, che era tornato indietro, era ripassato accanto a mio marito, mi aveva sbirciata rapidamente ed aveva tirato innanzi una cinquantina di passi. Mentre Marco parlava, io vedevo quel giovane fermarsi un minuto presso la mostra di una bottega, poi voltarsi e venirci incontro daccapo.

— E così Maria? Perchè non rispondi? — domandò Marco stringendomi il braccio. — Ti senti male?

— Sì, mi sento male; ho i brividi; torniamo a casa.