La comparsa degli imputati ai dibattimenti fu una sorpresa pel pubblico, che s'aspettava di vederli truci ed arditi come due audaci malfattori. Sono invece due figure affatto insignificanti. L'uomo, che fu chiamato prima, ha una corporatura erculea, spalle da atleta, proprio le spalle che si richiedono per aver potuto sollevare il coperchio di marmo del sarcofago. Ma il suo viso è bonario e sciocco. Ripetè quanto aveva detto nelle prime deposizioni, senza contraddirsi mai, ma facendosi strappare le parole con fatica, e rispondendo a monosillabi.
La donna, che fu introdotta dopo, è una biondina che dimostra appena ventidue o ventitre anni, così piccola e delicata, con lineamenti così minuti, da togliere persino alla sua opulenta capigliatura dorata l'appariscenza comune alle figure bionde.
Parla assai meglio dell'uomo, ed è la sua deposizione che ho notata sul mio taccuino per darti la relazione dei fatti.
Quando il Supreme Judge la invitò a rispondere, ella obbedì tenendo il capo chino e gli occhi fissi sulle sue manine minuscole e rozze. Le palpebre abbassate e guarnite di lunghe ciglia incolori nascondevano affatto i suoi occhi. Ma in quell'insieme fragile c'era una sicurezza sorprendente; non era agitata, non tremava; rispondeva senza la menoma esitazione.
Disse di chiamarsi Betty Lawrence, vedova Reed, di ventinove anni, cucitrice.
— Da quanto tempo siete vedova? — domandò il giudice.
— Da quattordici mesi.
— Come avvenne che vi trovaste la notte del 27 marzo nel recinto del cimitero coll'imputato Seth Reed?
— Eravamo saliti in cima al muro con una scala di corda, e l'avevamo scavalcato.
— E vi eravate introdotti nel sepolcreto della famiglia Blounty?