«Tagliatemi la testa.....»

Io non udii il seguito. Mi prese una paura orrenda; volli gridare, e mi mancò la voce, ed in un momento non vidi, non udii più nulla. Mi parve di morire.

Quando rinvenni, ero seduta in terra, e Seth mi stava accanto. Venendo per la sua solita visita, m'aveva trovata svenuta, e m'aveva soccorsa.

Gli narrai com'era andata la cosa, e gli dissi:

— Senti, Seth, l'anima del povero Tobie è in pena, e non avrà pace finchè non avremo adempiuto alla sua ultima volontà.

Seth non voleva credere, e diceva:

— Come vuoi che il povero Tobie stia in quella cassetta? Ci starebbe appena la sua testa.

Ed io sostenevo che era la sua anima. Fosse il tronco o la testa, che cosa importava? Lo spirito c'era; ed era lo spirito che aveva parlato.

Allora Seth cominciò a dire di aprire la scatola. Io non volli; mi sarei lasciata uccidere piuttosto che permettere una cosa simile; bisogna rispettare i segreti dei morti.

— Lasciamela soltanto osservare — disse Seth. — Se Iddio ha permesso che parlasse una volta, chi sa che lo permetta ancora; ed allora io crederò come te.