— Ripeto che non le ho udite. Ma l'imputata era troppo impressionata nel riferire il legato del marito perchè io possa supporre che mentisse. E d'altra parte la morte del Reed avveniva in un modo ed in un momento affatto impreveduti. Come mai quella donna, in un'ora di sorpresa come quella, avrebbe potuto improvvisare a sangue freddo un piano di furto da eseguirsi poi nel cimitero, e pensare a stabilire quel precedente d'un legato supposto e trasgredito, per fornire più tardi una scusa alla difesa nel caso che il furto fosse poi stato scoperto, e ne fosse risultato un processo? Sarebbe attribuirle una fertilità d'immaginazione e una perfidia, di cui non ha mai dato prova.

Il clergyman Jeoffrey Treden, giovane magro ed austero, di trent'anni appena, dichiara egli pure di non aver udite le parole del moribondo. Questi aveva cessato appunto di parlare quando il teste s'era presentato alla soglia della camera per confortarlo negli ultimi momenti. Era giunto al letto del malato nel tempo stesso in cui vi giungeva il medico, ed aveva udita la Bess domandargli se non credeva che quella raccomandazione fosse effetto di delirio. Il teste conferma la dichiarazione del dottor Wintry, circa l'agitazione e l'apparenza di sincerità con cui aveva parlato l'imputata. Non era credibile che mentisse. Più tardi la Bess e Seth Reed, l'avevano preso a parte mentre egli usciva, e gli avevano domandato se credesse che in coscienza fossero obbligati a tagliare la testa al defunto. Egli aveva risposto che sarebbe stata una profanazione. Non credeva che il moribondo fosse stato in possesso delle sue facoltà mentali quando aveva espresso quel desiderio.

— E come spiega lei — domandò il giudice — la dichiarazione degli imputati che il morto stesso, dopo un anno, abbia parlato ripetutamente in una scatola per rinnovare quell'ordine trasgredito?

— Io non lo spiego — rispose severamente il teste. — La cosa è incredibile ed impossibile. La religione stessa ci vieta di prestar fede a queste storie di spiriti.

— Crede dunque che gl'imputati siano allucinati? O, come dice l'onorevole avvocato della difesa, in istato di unsound mind (di mente malferma)?

— Le loro deposizioni lo farebbero supporre. I loro precedenti no. Furono sempre operai onesti, tranquilli e religiosi. L'imputata specialmente è ferventemente religiosa. Ma non ha mai date prove di esaltazioni superstiziose. Del resto questo punto non mi riguarda. È la scienza che potrà deciderlo.

Il giudice si rivolse alla Bess.

— Imputata, avete udito? I soli testimoni che avete invocati negano d'aver udita la raccomandazione del moribondo Tobie Reed.

— Credevo che l'avessero udita perchè erano nella camera — rispose la Bess colla tranquillità di chi riconosce di essere caduta in un errore, ma non ci attribuisce importanza.

L'ultimo testimone interrogato fu il custode del cimitero; un uomo sui cinquant'anni circa, robusto, acceso in volto; un atleta con un viso da ipocrita ed un ridere volpino, che alla prima riescì repulsivo. Il nome inglese sexton non dice nulla; ma il nostro beccamorti gli si attaglia a perfezione. L'espressione d'avidità che traspira dal suo sguardo acuto, dal naso adunco, dà proprio l'idea che debba beccarli quei poveri morti per portarseli via.