— In tal caso, se non potete produrre la cassetta, la sua testimonianza non conta più della vostra.
— Io ho giurato sulla Bibbia che nessuno dovrà aprire quella cassetta finchè l'anima del povero Tobie non abbia pace; e neppure per giustificarmi non posso mancare ad un giuramento.
Nella seduta del pomeriggio furono interrogati il medico ed il clergyman che s'erano trovati presenti alla morte di Tobie Reed.
Il medico, Augustus Wintry, è un uomo di sessantatrè anni, d'aspetto nobile e buono. Egli crede al testamento del Reed, ma non l'ha udito dalla bocca del moribondo. Lo aveva visitato, ed aveva ordinata una pozione per rianimarlo. Un vicino di casa era corso dal farmacista; ma tardava a tornare, ed il medico s'era accostato alla finestra ed era rimasto a guardare giù nella via aspettando che tornasse l'uomo dalla medicina. La camera di Tobie Reed era stretta e lunga; il letto era dalla parte opposta alla finestra. Ad un tratto il teste aveva udito un rumore di voci; s'era voltato, ed aveva veduto che il ferito s'era rizzato a sedere sul letto ed aveva mormorato qualche parola; ma egli non aveva compreso nulla, e nel minuto che aveva impiegato a traversare la camera per accostarsi al letto, il moribondo era ricaduto sui guanciali ed agonizzava.
La Bess gli aveva detto subito:
— Oh mio Dio! Mio Dio! egli delira!
Più tardi, pochi minuti dopo la morte di Tobie, ella aveva raccontata al medico la raccomandazione del moribondo, e di nuovo aveva detto:
— Ma era un delirio! Non è vero, dottore, che il delirio gli faceva pensare quella mostruosità?
Il teste aveva affermato che infatti poteva essere stato l'effetto d'un momento di vaneggiamento.
Il giudice gli domandò se credeva che realmente il moribondo avesse dette quelle parole strane. Egli rispose con sicurezza: