— Nossignore. Me ne aveva parlato soltanto. Non mi conduceva mai al teatro; non ne avevo mai veduti. Oh mio Dio! Non era uno spirito; era una macchina che parlava!
— E voi ne siete sorpresa? Non lo sapevate? domandò il giudice con ironia.
— Non l'avrei mai pensato. Avevo dimenticato quei discorsi della macchina. Come potevo immaginarmi?......
— E secondo le vostre deposizioni questa macchina apparterrebbe al teatro di Walnut-Street?
— Sì; quando il povero Tobie portò a casa la cassetta chiusa mi disse che quanto conteneva era del teatro, e che avessi a restituirlo alla sua morte.
Il giudice diede un ordine perchè venisse condotto all'udienza il proprietario del Walnut-Theatre. Intanto l'avvocato Doulton prese la parola:
— È evidente che si attribuisce agli imputati l'astuzia d'essersi serviti di un fonografo per dar colore di verità alle loro affermazioni sorprendenti. Ma io vorrei che fosse chiamato il rappresentante del signor Edison, perchè esamini la macchina, e riconosca, se è possibile, da quanto tempo la lastra di stagnola ha ricevute le impressioni. E se non basta, chiunque ha conosciuto da vicino il defunto Tobie Reed potrà giudicare dell'identità della voce. Intanto è facile riconoscere che quella non è la voce di nessuno degl'imputati; ed è cosa molto probabile che il povero maniaco, impressionato dalla scoperta meravigliosa del signor Edison, abbia voluto servirsene per rammentare ai superstiti la sua ultima volontà. È più probabile senza dubbio, di quanto si è mostrato qui di supporre, che due giovani ignoranti, che non s'interessano punto ai trovati della scienza, abbiano potuto farsene argomento d'una mistificazione puerile, che certo non avrebbe potuto ingannare la maestà della giustizia.
Il giudice non ebbe il tempo di rispondere perchè fu introdotto il proprietario del Walnut-Theatre, e quasi subito dopo sopraggiunse il rappresentante della casa Edison.
Informato della scoperta fatta aprendo la cassetta, e delle deposizioni degli imputati, il proprietario del teatro rispose, — che infatti, appunto un mese prima della morte del Reed, al momento di ritirare le sue macchine dopo gli esperimenti, il signor Edison, s'era lagnato della scomparsa di un piccolo fonografo. Forse il povero Tobie, che se ne era appassionato e che passava lunghe ore a contemplare quei prodigi, in un momento di pazzia se ne era impadronito. Il teste non aveva sospettato lui, perchè lo sapeva onestissimo.
Il giudice interrogò il rappresentante della casa Edison: