— Riconoscete questo fonografo?

— Sì; è uno di quelli che avevamo in deposito e che abbiamo trasportati al Walnut-Theatre l'anno scorso all'epoca degli esperimenti. Quando li ritirammo ne mancava uno.

— Potrebbe ella dirci, esaminando il fonografo, da quanto tempo il foglio di stagnola ha ricevuto le impressioni della voce?

L'interrogato crollò il capo in atto di dubbio, e si pose ad osservare la macchina.

In quella accadde un movimento alla porta. Un signore si affacciò, acceso in volto, affannato. Voleva essere ammesso a parlare al tribunale. I policemen lo trattennero, ed uno di essi venne a dire al giudice che il dottor Wintry aveva una comunicazione importante da fare. Il giudice lo fece venire, e gli accordò la parola. Egli disse, parlando con un'agitazione che alla sua età aveva qualche cosa di solenne:

— La verità si è fatta chiara da sè. Gli imputati sono ignoranti, fanatici, ma sono innocenti del furto. Al principio della seduta, quando il fonografo ripetè il testamento del maniaco Tobie Reed, un uomo mise un grido e cadde in convulsioni atroci laggiù presso la porta. Dacchè durano i dibattimenti avevo sempre osservato quell'individuo dalla fisonomia volpina. Mi era antipatico, e m'inspirava dei sospetti. Quando l'udii mettere quel grido, riconobbi il grido del rimorso, della coscienza colpevole impaurita. Nella mia lunga carriera medica, mi accadde più d'una volta di assistere nelle ultime ore uomini che, integri in faccia al mondo, avevano la coscienza tribolata da rimorsi atroci; le loro paure deliranti, erano ritratte nella convulsione ignobile di quell'uomo. M'affrettai ad assisterlo. Lo feci portare all'ospedale, me gli posi accanto; appena la convulsione gli permise di parlare, balzò a sedere sul letto, e domandò tremando:

— Il morto ha detto tutto?

— Tutto — risposi.

— Ah mio Dio! — urlò il miserabile — mi condanneranno a morte, mi impiccheranno...

La convulsione lo riprendeva violenta a quell'idea paurosa, ma la mente rimaneva libera. Era in grado di parlare, e bisognava indurlo a dire la verità.