Allora la bestiolina verde strisciò rapidamente sull'orlo del vaso, e si lasciò cadere sulla finestra, poi si rimise a strisciare sul vaso del Tulipano bruno. Addolorato della mia partenza, coi pistilli rivolti verso di me, egli non si avvide della bestia. Ma io la vedevo avanzarsi lentamente fin presso lo stelo del mio nobile fiore, e mentre mi allontanavo colla signora, pensavo con ingannevole fiducia: «Quella bestiolina verde gli parlerà di me.»

***

La bella signora mi fece attraversare parecchie sale e gabinetti, e finalmente giunta ad un salottino giallo, aperse la finestra e mi pose accanto ad un magnifico Garofano rosso, in tutto il vigore d'una vegetazione ridondante.

Oh lo splendido fiore! I bei petali vivaci! Le belle foglie tese e verdeggianti! Il suo olezzo profumava l'aria tutt'intorno, e mi pareva che la presenza di quel fiore bello e forte, dovesse allietarmi la vita.

Nel nostro linguaggio di profumi, egli diceva cose sorprendenti; ne diceva molte e mi faceva passare di meraviglia in meraviglia. Pensai al linguaggio degli altri fiori, e mi parve triviale, e tornai ad ascoltare il Garofano.

Pensai al Tulipano bruno; ed anche il Tulipano non mi parve più bello.

— Che cosa gli dirà la bestiolina? — dicevo nel mio cuore. — Ed in fondo al calice una voce gelosa mi rispondeva:

— La bestiolina strisciante non gli parlerà per te ma per sè stessa. Si farà amare e tu sarai dimenticata. —

E tornavo a guardare il Garofano, poi rispondevo:

— Oh, che m'importa? . . . . . .