—Da sette anni? balbettò Vicenzino.

—Sì. Da quando tu eri a Vercelli col tuo povero babbo. Egli passò quell'anno qui in permesso; s'era ammalato nel suo primo viaggio al Giappone….

—È in marina?

—Sì; nella marina mercantile.

—Ah, era per questo che amavi tanto i libri di viaggi, i vasti orizzonti, i quadri di marina….

—Sapevo che quella sarebbe un giorno la mia vita.

—Ma eri certa fin d'allora che pensava a te, che sarebbe tornato?

—Ero certa del suo cuore come lo sono del tuo, rispose l'Elena con tutta la fede del suo forte amore, senza dubitare della pena che poteva fare al povero prete quel confronto.

—In sette anni non hai mai avuto un dubbio? domandò ancora Vicenzino aggrappandosi ad un'ultima speranza, che, almeno in un'ora di dubbio, quel giovane cuore si fosse rivolto a lui.

—Mai. Disse risolutamente l'Elena. Se avessi dubitato di lui sarei morta.