Egli si lasciò andare come morto sopra una sedia, e cedette ancora ad un impeto di pianto. Poi, facendosi forza, vergognoso di quell'atto di debolezza, si asciugò gli occhi, cercò di rinfrancare la voce, e disse:
—Non è nulla, mamma; non istò male per ora; soltanto, sento una sensazione di freddo in mezzo alle scapole, ed ho un po' di tosse…
La mamma si fece bianca bianca, ed un'espressione di inesprimibile angoscia le alterò il volto. Aveva udite tante volte quelle parole!
—Ma da quando hai la tosse? domandò tutta tremante. Da quando ti è venuto questo male?
—Chi lo sa? È il nostro male di famiglia; ne portiamo il germe nascendo… Ma questo non importa, soggiunse Marco sedendo accanto alla signora Bellazio, che a quel discorso era caduta sulla sedia in una profonda desolazione. Non importa ch'io viva qualche anno più o meno. Quello che mi affligge è di non averci pensato, avanti di contrarre un'impegno colla Maria… Io non ho diritto di prender moglie per trasmettere ai figli la disgrazia che ha colpiti tutti noi…
E le disse la sua risoluzione, tornando a commuoversi.
—Staremo fra noi, mamma. Mi assisterai tu come hai assistiti gli altri, ed almeno non avremo rimorsi…
Le preghiere, le persuasioni della madre non valsero a nulla; era così convinto di dover morire che si sentiva già staccato da tutto; studiava in sè i sintomi del male, e vedeva coll'immaginazione il quadro della sua fine.
Tutto quello che la signora Bellazio potè ottenere fu che non prendesse una risoluzione prima d'aver parlato col medico.
Lei non poteva credere che Marco fosse malato.