«Figlio mio, legittimo e caro:

«Il medico mi dice che, se non riesco a rassicurarti sulla tua salute, la tua vita e la tua ragione sono in pericolo.

«Finora non vissi che per te, ti sacrificai la mia gioventù; ora ti sacrifico assai più: l'orgoglio d'essere stimata da te. Affronto il tuo disprezzo per salvarti; mi accuso d'una colpa che non ha commessa; ma quando sarò morta, il dottore, o chi ne riceverà l'incarico da lui, ti consegnerà questo foglio. Ed allora saprai che oggi ho mentito per salvarti, ma che non ho mai mancato a' miei doveri di moglie; e rispetterai ancora la mia memoria.»

Quella lettera portava la data di circa otto anni prima; il giorno indimenticabile di quella rivelazione.

Il povero giovane si disperò, pianse come se avesse ricevuto un annunzio di sventura. Non poteva perdonare a sè stesso di avere creduto quell'enormità, d'aver lasciato sua madre sotto il peso di quell'accusa. Diceva al vecchio parole crudeli perchè aveva permesso quel sacrificio inumano, poi lo baciava, e lo bagnava di lagrime, e lo benediva per averglielo rivelato.

La mattina del giorno seguente, dopo la colazione, la signora Bellazio madre stava nella stanza da pranzo di suo genero a Nervi, preparando il corredo dei giovani marinai, tutta intenta a numerare le camicie, le calze, le pezzuole. Ma era triste. Quei fanciulli, che aveva cresciuti con tanta cura, se ne andavano; il padre voleva stabilirsi alla Spezia per essere vicino a loro. E lei doveva di nuovo cambiar paese, trovarsi un'altra volta fra gente ignota, lontana da tutti quelli che amava. Suo genero, del resto, aveva poco più di quarant'anni. Era amantissimo dei grandi viaggi; era lui che aveva insinuato ai figli l'idea di scegliere quella carriera. Alla prima partenza, di certo egli si sarebbe imbarcato per seguirli; e lei sarebbe rimasta sola, ora che cominciava a sentirsi vecchia,

—Arrivano dei signori, nonna, disse il più giovane dei suoi nipoti, entrando tutto eccitato; sono scesi or ora al cancello del cortile.

La signora Bellazio si scosse di dosso qualche filo bianco, che le era rimasto dal riavviare la biancheria, e s'avviò verso l'uscio per andare nel salotto.

Ma, prima che ci arrivasse, vide entrare il vecchio medico, che le aperse le braccia, e le disse:

—Sono qui tutti, e sanno ogni cosa. L'ho detto; non ne potevo più; ora che lei rimaneva sola…