Vincenzo s'era fermato a confabulare in istrada con alcuni compagni per uno spasso che dovevano pigliarsi la mattina seguente, quando vide passare Vicenzino, che s'era fatto rosso al vederlo e camminava lesto lesto, come se non lo avesse riconosciuto.

—Oooh! Vicenzinooo!… strillò Vincenzo con quanta voce aveva in corpo, e rialzando la sottana, e lasciando cadere in terra il largo cappello da prete, raggiunse di corsa il cugino, gli buttò le braccia sulle spalle per obbligarlo a voltarsi, e gli disse tutto eccitato:

—Anche tu verrai a cercar fanghi con noi domani. È bello, sai, ci si diverte tanto…

E rivolgendosi ai compagni che l'avevano seguito da lontano, gridò:

—Verrà anche lui! Voglio che venga perchè è mio cugino, e mio amico… e perchè… perchè…

Non lo potè dire il perchè. Gli pareva che gli altri dovessero burlarsi di lui, se sapevano che faceva tanto caso di quell'avvenimento scolastico. Si voltò invece a guardare Vicenzino e soggiunse:

—Lo sappiamo noi il perchè. E, dandogli un'altra stretta alle spalle, lo fece girare due volte intorno a sè, in segno di tenerezza, poi lo piantò là, corse a pigliare il suo cappello e se ne andò, gridando da lontano:

—Ricordati, Vicenzino! Domattina alle sei, qui, sulla piazza.

Vicenzino fu puntuale come un innamorato, e da quel giorno i due fanciulli furono inseparabili. Vincenzo inventava ogni sorta di chiassate per quegli ultimi mesi che gli rimanevano di libertà, si ubbriacava d'allegria, di rumori, di giochi; correva fino a perdere il fiato, faceva salti da rompersi il collo, metteva grida da schiantarsi il petto, ed era felice.

Vicenzino lo seguiva dovunque assorto nella gioia di aver raggiunto il suo ideale. Avrebbe voluto Vincenzo più quieto, più esclusivamente suo. La brigata dei compagni, che si tirava sempre dietro, lo manteneva così distratto, che non poteva fissarsi sopra un'idea, e la continua eccitazione dei giochi che lo attraevano, paralizzava la sua immaginazione ed il suo cuore. Non era possibile ottenere da lui un discorso intimo, una confidenza, uno sfogo d'espansione. Era troppo divagato. Ma tuttavia era là accanto a Vicenzino; tratto tratto gli saltava al collo o gli dava un urtone, non erano più estranei l'uno all'altro, si davano del tu