La vidi la prima volta nella Galleria Subalpina dai signori Baratti e Milano. Ero entrato per pigliare una soda water, che mi aiutasse a digerire la colazione, e mi desse appetito pel pranzo. Ero già a questi termini.
Lei era con un'altra signora, ed io non osavo guardarla in viso, per non mostrarmi indiscreto. Stavo voltato verso lo specchio, e la vedevo in effigie. Che effigie, signori pittori! Che effigie! Se loro fossero mai riusciti a farne una simile!
Lunga, sottile, svelta... se fossi a Milano, direi come la guglia del Duomo. Ma vi potrebbe esser qualcuno che non l'ha veduta. Mettiamo, svelta come un palo del telegrafo; un po' di linea e di buon garbo ce l'aggiunga lei, signora lettrice, con quella parte d'immaginazione che il suo cattivo genio le ha data.
Dico il suo cattivo genio, perchè l'immaginazione per me è stata una fonte di disgrazie. Sentirà. Ma ora tiriamo innanzi.
Aveva i capelli neri come questo inchiostro; ed il viso bianco come questa carta; e gli occhi vivaci, incisivi, come i tratti di spirito di cui vorrei infiorare la mia narrazione se ne fossi capace. E la sua bocca...
No. Qui bisogna che mi fermi un poco. La sua bocca era un poema.
Si figuri, signora lettrice, che la vidi nel momento in cui l'apriva per introdurci, con due ditini che parevano due foglie di rosa accartocciate, un marron glacé. Il marron glacé era dei più grossi, e naturalmente lei apriva la bocca a tutta forza come se gridasse:
— Aiutoooo!!!
Se avesse potuto vederla Giotto proprio in quel minuto là! Sarebbe andato a nascondersi lui ed il suo o, che doveva essere uno sgorbio, al confronto di quella rotondità di bocca. No. Sono pronto a giurarlo sul Vangelo, sul Corano, sui libri dei Veda, sul libro mastro del mio sarto, non è mai esistita nei fasti della bellezza umana, una bocca più rotonda di quella.
E che denti! E che freschezza! Se i rettorici non mi avessero sfruttata l'immagine dello scrignetto di perle, sarebbe il caso di applicarla davvero. Così dovrò accontentarmi del paragone d'un gelato di fragole, guarnito di mandorle. È un po' da credenziere; ma quella bocca color di rosa non li sdegnava punto i lavori da credenziere. Oh punto, punto!