Dunque esisteva davvero in casa sua una miss Gemmy. E non erano che due signore.... Miss Gemmy doveva essere la vecchia, una governante, una zia, una zitellona!

Ed io, grazie alla mia fatale immaginazione avevo scritto a lei; le avevo offerto di sposarla; le avevo regalato un velo da seicento lire. Ed a momenti verrebbe là in giardino, ad impormi i suoi sfoghi sentimentali, al chiaro di luna...

Mi diedi a correre come un ladro per uscire da quel tranello infernale. Ma nell'attraversare il giardino, vidi una forma rotonda, che si avanzava misteriosamente verso di me, col capo e le spalle ravvolte nel mio magnifico velo bianco di blonda. Accelerai la corsa, mi slanciai verso la porticina; era chiusa.

Ed intanto la forma rotonda si avanzava sempre e stendeva le braccia....

A quella minaccia, il delirio della paura mi invase; non pensai più che a salvarmi da quell'amplesso a qualunque costo. M'arrampicai al piedestallo, d'una Pandora di sasso, salii sul suo cornucopio, e da quell'altezza spiccai un salto disperato al disopra del muro di cinta, che separava il giardino dalla strada.

E caddi come corpo morto cade.

Fine.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.