Mi cacciai un pugno in bocca per non urlare.

Quell'uomo, quel ladro di spose, si alzò. Era bello; via, la verità avanti tutto. Poteva avere trent'anni, era alto, bruno e prosperoso.... o prosperoso!... Come doveva digerire!

Lo vidi accostarsi a lei....

Ahi! dura terra, perchè non t'apristi?

Le cinse con un braccio la vita, le pose una mano dietro la bella testina bruna, e le ripetè guardandola negli occhi:

— Sì, tanto bella, Magdalen; mia cara sposa.

Magdalen! sua sposa! Cominciai a tremare per tutte le membra. Le mie idee si confondevano. Magdalen! E mi sentivo scricchiolare nella tasca del soprabito le sue lettere firmate miss Gemmy. Sua sposa; ed aveva scritto a me che accettava il dono nuziale, ed era disposta a sposarmi! Ebbi paura d'impazzire.

— Bella o no, disse ancora lei, non ho più diritto di portare il velo bianco; perchè sebbene non abbia ancora ventidue anni, sono vedova.

Ira di Dio! La vedova era lei, quella giovinetta; e si chiamava Magdalen! Ma chi era dunque miss Gemmy?

— Miss Gemmy, continuò Magdalen, come se rispondesse al mio pensiero, dice che le vedove debbono andare a nozze col velo nero.