«È un dubbio pericoloso per la mia anima cristiana; e dipende da lei il togliermelo dal cuore, e restituirmi la fede. Vuole? Acquisterà merito dinanzi a Dio. Basterà che mi provi che un po' di giustizia c'è sempre, venendo questa sera a prendere un tè in casa mia perchè possa anch'io conoscerla ed ammirare il suo ingegno. — Contessa Tale dei Tali. — Via Tale, numero Tale.»
Era soltanto una contessa. Ma quasi lo preferivo. Una regina mi avrebbe data un po' di soggezione.
* * *
Quel giorno avevo stabilito di ritirarmi in casa a ripassare i miei studi per esser pronto l'indomani all'esame. Ma dopo quella lettera capii che ne sapevo abbastanza. Del resto, avevo ben altro in testa che gli studi in quel momento.
Erano già le undici e dovevo prepararmi per la sera ad andare dalla contessa Tale dei Tali.
Scrissi subito una cartolina a mia madre, per sfogare la soddisfazione immensa che mi gonfiava il cuore.
«Cara mamma. I miei studi sono compiuti gloriosamente; l'esito dell'esame è più che sicuro; credo anzi che mi manderanno la banda municipale per farmi onore, perchè pare che io abbia un ingegno sorprendente. Tutti ne parlano; una contessa di mia intima conoscenza, mi assicura che tutta la parte intelligente e gentile di Torino corre a portarmi il suo tributo d'ammirazione. Io però non l'ho ancora ricevuto in causa di uno sbaglio d'indirizzo; ma prima di partire ne farò ricerca e te lo porterò.
«Domani coll'ultima corsa arriverò a Fossano colla patente. Annuncia ai parenti ed amici la buona novella ed invitali a cena per festeggiarla.
«Tuo aff. figlio
«Ernesto Rossi
«Droghiere approvato.»