Cosa poteva essere? Un'avventura con una corona! Doveva essere una regina.
Ed io che m'ero andato a perdere con una serva! Cosa vuol dire esser troppo modesti!
Tagliai la busta pian piano col temperino, per non guastare la corona che volevo far vedere a Fossano, ed apersi la lettera.
Erano poche parole. Ma che parole, Santa Sindone... immacolata! che parole! Sottili che si vedevano appena, e tutte cascanti come donnine gentili che cadono in svenimento.
«Mio signore,» cominciava... Suo signore! Il cuore mi diede un tal balzo che credetti vedermelo uscire dalla bocca.
«Sono una povera inferma...
— Ah! è per questo, pensai che le parole cadono svenute.
«Quando tutta la parte intelligente e gentile di Torino corre a portarle il suo tributo d'ammirazione...
— Diamine! esclamai, io non ho ricevuto nulla! Dove l'hanno portato? Forse all'indirizzo di via Pio Quinto. Ecco cosa si guadagna a cambiar casa ad ogni momento. Bisognerà ch'io passi a vedere dal portinaio.
«... il loro tributo d'ammirazione, io, che sono condannata a starmene in casa, dubito della giustizia di Dio.