Io mi feci innanzi, stendendole la mano quant'era larga, e le dissi:

— Sono venuto un po' presto! ma so che, aspettare e non venire è una cosa da morire, e non ho voluto farla aspettare.

Invece di rispondermi la contessa guardò suo marito tutta confusa come se non avesse capito.

Egli si mise a ridere, forse della semplicità di sua moglie, poi mi disse:

— Perdoni. Non abbiamo il bene di conoscerla...

— Ernesto Rossi, risposi. La signora mi ha scritto...

— Ernesto Rossi il tragico? interruppe guardandomi nel bianco degli occhi come se volesse cavarmeli.

— Nossignore, io non sono tragico. Ho sempre avuto un carattere mite.

— Ma cosa fa? Cos'è?

— Sono studente.