— Domandare non è rispondere; ma ho già capito che, se lo pretendessi, sarei delusa. Ed accostandosi a Valeria, ed appoggiandosi alla spalliera della sedia, continuò:

— Confessa, bimba, che quell'abbigliatura non l'hai fatta per me.

— Non soltanto per te, via!

— Bene. Ora cominci ad esser sincera. E quell'affastellamento di crome e di biscrome, chi deve sedurre?

— Oh questo, non te sicuramente, che metti sempre in burla il pezzo della signorina di casa. Che pretendi si studiino le arti fino nelle viscere...

Odda in quel momento non aveva testa ad affermare le sue teorie. Rimase un momento a riflettere, poi senz'altro esordio, passando accanto al piano e guardando Valeria negli occhi, le disse:

— E tu acconsentiresti a quel matrimonio?

— Perchè no? — rispose la signorina con indifferenza.

— Perchè no? Ma perchè no, bambina: appunto perchè no, non deve essere, non può essere.

E vedendo che Valeria sorrideva amaramente mordendosi le labbra, picchiando con dispetto un la col suo ditino nervoso, le tirò accanto uno sgabello, si pose a sedere, e pigliandola amorosamente per la vita, le disse: — Senti, Valeria. Tu non sei un'ingenua da commedia. Sai che esistono i mariti e le mogli, ed anche gli innamorati. Sai che esiste un sentimento che si chiama l'amore, il quale si estende sopra una lunga scala, dalla simpatia nascente ed occulta che si riporta da un ballo, da un'adunanza, da una passeggiata, e si nutre in fondo all'anima, dove vive e muore ignorata, fino alle tempeste irrompenti dei romanzi e dei melodrammi, che molte volte hanno la loro parte di verità.