Valeria, picchiando sempre il la col ditino nervoso, osservò con un po' di ironia:
— Mia cara Odda, a forza di star sola, e di corrispondere col mondo soltanto per iscritto, hai imparato a parlare come un libro. Bada che potrebbe essere ridicolo.
— Eh, che m'importa! esclamò con disprezzo la pittrice. Poi riprendendo il suo tuono affettuoso continuò:
— Dammi retta, Valeria. Non sacrificare ad idee convenzionali, ad un'ingenuità di forma, la confidenza che apre il cuore e può fargli del bene. Dillo a me sola, che non rido mai del sentimento, lo sai; dimmi; di quella lunga scala dell'amore, non t'è mai risuonata nel cuore, neppure una nota?
Valeria pose il primo dito sul do dei bassi, e facendolo scorrere di volo lungo la tastiera fece sonare tutti i tasti in una velocissima scala, poi disse col solito sorriso:
— Tutte!
Odda sussultò di sorpresa. Pensò un minuto come se cercasse di sciogliere un problema, poi facendosi mesta, domandò:
— E neppure una nota ti ha risposto in un altro cuore, forse?
Valeria pose le mani sul piano, eseguì di volo una scala cromatica, poi rispose, ridendo come una scettica dello stupore di Odda:
— Tutte. Anche i diesis.