— Badi che potrei prenderla per una dichiarazione.

— La prenda, disse Leoni abbassando la voce d'un semitono per portarla alla nota della passione. E senza lasciarle il tempo di rispondere continuò:

— Ho trovato in lei la bellezza, lo spirito, l'istruzione che ho cercato invano nelle altre. So che ha un bel talento da artista ed un bel cuore di donna. So che è buona, casalinga, coraggiosa; che ha tutte le virtù...

— Ed in compenso mi offre il suo cuore disilluso, il suo passato... che non voglio conoscere, il suo avvenire che sarà quel che sarà. In compenso a tutte le virtù offre la sua persona. Il premio Montyon!

— Perchè mi deride? Perchè mi disprezza? Ho fatto la vita di tutti i giovani infine; non sono più colpevole d'un altro; e mi offro per quel che sono.

— Ma in compenso a tutte le virtù. È molto modesto. Però anch'io, veda, fra tutte le virtù ci ho pure la modestia, ed il premio Montyon ch'ella mi offre, lo rifiuto.

Leoni era uomo di mondo; e ricevette quella staffilata coll'aria compunta, e col rispetto che un gentiluomo serba sempre dinanzi ad una signora. Ma il suo amor proprio era profondamente ferito, e quando Odda stava per uscire dalla sala disse con voce sommessa:

— O ieri sera la mia vanità m'ha ingannato assai o lei ha voluto punirmi del mio passato con uno scherzo crudele.

Odda tornò indietro, gli porse cordialmente la mano, e gli disse:

— Che le pare! Che la mia pedanteria debba arrivare a voler punire il passato di chicchessia? No. Mi perdoni. Non ho agito bene forse, ma le giuro che non mi sono permesso un cattivo scherzo. Tutto questo è serio, molto serio...