Pertusani
Io, nessuna. So appena quello che è accaduto. Però questo mi consola e deve consolar lei. Che Alessandro, l'ò lasciato testè, era niente affranto o accasciato. Anzi, pieno di energia, pieno di buone speranze. Venne da me e mi disse: “Ò un gran favore da chiederti. Prendi il cappello e vieni.„ E via, in carrozza alla fabbrica. Non c'era nessuno. Il bambino era là, affidato alla fantesca e alla portinaja. Gli à fatto indossare il punch, gli ha messo il berretto, e via. Giunti in piazza, è sceso, dicendomi: “Portami a casa il bamboccio. Di' che mi aspettino. Tra mezz'ora ci sarò anch'io. E aspettami anche tu.„ E sono qui. Come vede, ò dovuto far da governante per la prima volta in vita mia.
Elisa
Grazie, signor Presidente. Ma che non abbia agito con troppa precipitazione? Portar via il bambino!
Pertusani
Le azioni di un uomo onesto e di cuore, anche se falla, non possono avere troppo gravi conseguenze.
Elisa
Dio lo voglia! (Si volge, osserva Eva, e l'addita col gesto a Pertusani. Poi, abbassando la voce) La guardi.... È possibile che abbia fallato? Si può neppure supporlo, a vederla adesso, così, col suo bambino?.... (À un impeto di commozione; con un fil di voce) Anch'io.... però.... malgrado il mio fallo.... adoravo la mia piccina.... anzi mi attaccai ad essa più disperatamente....
Pertusani
(piano) Signora, signora, ma cosa dice mai! Non deve neppur pensarlo....