Ah! ah! Una paternale! No, je t'en prie! È già molto che mi sia ridotto a vivere in questa cittaduzza di provincia, io abituato ai grandi centri e a tutte le folies del gran mondo. Del resto, credimi, non mi ci divertirò. Oh! giammai della vita!

(Giovanni gli stringe la mano ed esce. Flaviano torna al caminetto, e legge un giornale).

Pertusani

(ad Alessandro) Dev'essere un gran buon figliolo, quel tuo genero.

Alessandro

Poi, l'ò allevato io. Quando venni qui da Napoli, me lo presi ragazzo, in istudio. Ed ora dirige la fabbrica come meglio non potrei far io stesso.

Pertusani

Glie la si legge in faccia la bontà.

Alessandro

À un difetto: la timidezza. Timido al punto che, innamorato di Eva, non osava di dirlo nè di farlo capire. Un giorno, quattro anni fa, lo sorprendo a piangere. Lo interrogo, non risponde. Insisto, e mi confessa che è obbligato a lasciarmi. Perchè? gli chiedo. Non siete contento della vostra posizione? Volete un aumento di stipendio? Infine, ò dovuto strappargli il segreto.