No, no! Bisogna decidere oggi. È urgente anzi. E poi, meglio uscirne, meglio finirla subito tra noi due.
Non può reggersi, e cade a sedere su una sedia, un poco discosto da NICOLETTA.
Ci siamo detti reciprocamente il nostro odio e il nostro disprezzo….
Moto di NICOLETTA.
Sì, sì, lo so: voi mi disprezzate e mi odiate per lo meno quanto io odio e disprezzo voi. È intesa. Dopo ciò, dopo quello che ho saputo, nessun rapporto è più possibile tra noi. Voi, forse, sapreste fingere, dissimulare e sopportare bene o male la mia presenza. Io no. Perchè niente vi scusa ai miei occhi. Neppure una passione fatale, invincibile. Voi non amate quell'uomo più che non amiate me, o Piero, o il primo che passi per la via. E avete un marito che vi adora, che sposandovi vi ha tolta dalla miseria e vi ha evitato di cadere nell'abbiezione a cui vi chiamava la vostra sorte. Vizio, dunque, vizio e non altro, del più sudicio e del più abbietto….
NICOLETTA.
Si alza sdegnosa, fremente.
RAIMONDO.
Scusate, è vero, non tocca a me il giudicarvi. Vi prego di sedervi e di ascoltarmi ancora per due minuti. Non pronuncierò più una parola che non possiate ascoltare tranquillamente.
Breve silenzio.