Oh se tu non mi avessi assalita, dianzi, come hai fatto, io mi sarei gettata ai tuoi piedi e ti avrei chiesto pietosamente di fare ciò che tu spontaneamente hai deciso di fare. Sono senza scuse, lo so. Non fu per vizio, come hai detto, no…. Non so, non so…. fu leggerezza, noia, il troppo amore di mio marito….
RAIMONDO.
Oh!
NICOLETTA.
Sì, sì, è orribile, è assurdo, lo so…. ma è così! Le donne come me bisogna non amarle troppo, o bisogna non dimostrarglielo…. Non mi difendo, non mi scuso…. E non ti chiedo perdono, bada!… E non faccio proponimenti, nè giuramenti, nè promesse…. Non crederesti. Voglio dirti questo: che mi preoccupo di Piero, quanto te, più di te. E non per interesse mio, te lo giuro. Se fossi una malvagia, un'abbietta creatura, non temerei di nulla. O mi perdonerebbe per non perdermi, perchè non può vivere senza di me, oppure…. oppure me ne andrei per la mia strada, quella che tu dici mi era riserbata. No, mi preoccupo di lui, e solo di lui. Ebbene…. ebbene….
Una pausa, si prende il capo tra le mani guardandosi d'intorno.
Oh Dio, mi smarrisco…. non so più…. non so più quello che volevo dire…. Ah! questo; temo che la tua partenza, per quanto tu faccia e dica, possa essere causa di sventura. Che egli non riesca a spiegarla e giustificarla…. comprendi? Di', comprendi?
RAIMONDO.
Che l'ha ascoltata, immobile, impassibile, dubbioso.
Ebbene?