NICOLETTA.

Ebbene, ti chiedo…. te lo chiedo per lui…. se non puoi e non vuoi rimanere….

RAIMONDO.

A Milano? E venir qui? E vederti?

NICOLETTA.

Sì.

RAIMONDO.

Impossibile.

NICOLETTA.

Senti: io metto la mia vita nelle tue mani. Sarai il padrone. Sarai il marito, il vero marito; Piero non è, non sa essere, non può essere che un amante: ed è ciò che m'ha perduta. Guarda: a saper fare si fa di me tutto quello che si vuole; in fondo, sono buona…. sono anche onesta…. non sorridere…. ti dico la verità: sono forte e buona. Dianzi, da principio, mi hai assalita, e mi son rivoltata, e in quel momento non so quello che avrei fatto. Se fosse entrato Piero, ti avrei denunziato, denunziandomi, per mettervi di fronte, con la speranza che il suo amore e la sua fede fossero più forti, e ti scacciasse per vendicarmi. Poi tutto è svanito. Hai detto delle parole buone, per lui, non per me, ti ho visto così commosso, così affranto, così disperato….