Cade spossata su una sedia.

Ah!

RAIMONDO.

Dimostratevi la donna forte che dite di essere. Perchè…. e per chi vi affannate tanto adesso?

NICOLETTA.

Per chi?…

Sorge in piedi e, decisa, con forza.

Ebbene, per me, per me sola. Ciò che mi esaspera e che mi fa fremere d'ira, non di paura, è questa odiosa ed orribile situazione in cui voi mi ponete. Non posso agire, non posso lottare, non posso assalire o difendermi. Non posso far nulla. Ma era meglio che diceste tutto a mio marito! L'opera era più semplice, più spiccia e più completa; compievate con più sincerità il vostro…. dovere! Ed io avrei avuto il nemico di fronte, ed avrei preso il mio partito. Ma così? che faccio, io? Nulla. Non posso far nulla. Volete che mi accusi dinanzi a lui, ora, quando entrerà?

RAIMONDO.

Ancora una volta, vi prego di calmarvi. Saprò giustificare questo duello come la mia partenza. Non temete.