Sempre con gli occhi fissi,
imbambolati, susurra.

Che vita sarà questa? Che vita?
Che pena, che tormento?

I due, che erano giunti al fondo, odono il susurro delle parole di NICOLETTA, senza distinguerle; si fermano, si volgono. NICOLETTA si volge anche lei verso di loro, li fissa per un istante; poi prorompe.

NICOLETTA.

No, Raimondo, no! La verità, la verità!

RAIMONDO.

Accorre a lei per interromperla, mentre PIERO rimane al fondo, allibito.

Nicoletta?!

NICOLETTA.

La verità, lasciamela dire! Non è orgoglio, no, è bisogno prepotente dell'anima, è desiderio di bene. Dopo, dopo, sarà quello che Dio vorrà! ma non più la menzogna. Piero, Raimondo ha mentito, per amor tuo, e per amor mio. Sono stata l'amante di quell'uomo…. Ma non lo amavo, non l'ho amato, no, te lo giuro. E ieri era la fine, ieri, quando Raimondo mi ha veduta. Egli mi ha reso le mie lettere; eccole!