PIERO.

Fa un passo per afferrarle, ma RAIMONDO le ghermisce e se le pone in tasca.

NICOLETTA.

Ti ho detto tutto, adesso, tutto, tutta la verità, perchè dovevo dirtela, perchè ho capito che non avevamo il diritto di mentire e d'ingannarti; te l'ho detta perchè…. ti voglio bene, e non ne ho voluto che a te, e non mai come oggi ho sentito di volertene…. e che te ne vorrò sempre e che ti sarò fedele, e che sarò tua checchè tu faccia di me, in qualunque modo tu voglia punirmi. Te l'ho detta perchè ho mentito con te per la prima volta in vita mia, e non potevo più durare nella menzogna, e non avrei potuto viverci…. Ero già disillusa e pentita…. e avrei taciuto per amor tuo, se ti avessi creduto ignaro e fidente…. ma poichè tu dubitavi, io non avrei potuto più vivere così, sospettata da te…. Ora, ora fa' ciò che vuoi, puniscimi come vuoi…. sarà sempre meglio di ciò che Raimondo voleva….

Esausta, cade sul divano come morta. PIERO, che ha ascoltato allibendo, ma insieme agitato da una commozione profonda, ora ha un impeto selvaggio di disperazione, e scoppia in un pianto muto e convulso. RAIMONDO lo sorregge e lo circonda, lasciando che si sfoghi. Poi gli afferra le mani, con cui egli si copriva il volto, lo costringe a guardarlo.

RAIMONDO.

Piero, Piero! Guardami, e ascoltami bene. Quella donna tu la possiedi oggi intera per la prima volta. Finora ne hai posseduto il corpo; oggi ne possiedi anche l'anima e il cuore. Oggi soltanto ella è veramente tua moglie…. Non dir nulla, adesso. Tu le perdonerai, e dimenticherai. E sarà nobile e giusto.

Lo lascia e si avvicina adagio, a
NICOLETTA, che è immobile, come svenuta.
La osserva un momento, poi:

Piero, guarda.

Si curva, e posa le labbra sui capelli di NICOLETTA. Poi torna vicino a PIERO, gli prende la testa tra le mani e lo bacia e ribacia teneramente sui capelli e sugli occhi, come un padre. Ha le lagrime negli occhi. Cerca il suo cappello, e lo trova su una sedia.