NICOLETTA.

Entrando nei particolari, ti raccontavano dei fatti enormi, di una impudenza inaudita. Andavo a cavallo, sola, ogni mattina, a Villa Borghese, e non arrossivo e non svenivo per la paura se dei gentlemen o degli ufficiali mi si mettevano a lato, nei viali. Anzi, chiacchieravo con loro, e, incredibile ma vero, accettavo delle sfide di corsa, nelle quali, e non per troppa bontà dei cavalieri, giungevo prima, sovente, per varie lunghezze. Te l'hanno scritto questo?

RAIMONDO.

Come sopra, accendendo una sigaretta.

Sì.

NICOLETTA.

Togliendone una dall'astuccio.

E che fumavo?

RAIMONDO.

Sì.