(Paolina non sa nulla neppur essa?...)
VITTORIO
(No, nessuno. La bomba dovrebbe scoppiare domattina, secondo i disegni di Ninì). (Gli stringe la mano ed esce).
SCENA VI.
Paolina, Dario.
DARIO (fissa un momento Paolina, amorosamente, poi si reca dietro la sedia ove ella è seduta intenta al lavoro, e vi si appoggia coi gomiti)
Sono stato al municipio. Poi ò dovuto recarmi anche dal Console... Una sequela di formalità... E così, Paolina mia, malgrado il mio affacendarmi, ci vorranno ancora otto giorni prima di essere marito e moglie. (Si scosta) Me ne dispiace, sai!... Però, ripensandoci, trovo che anche questi giorni di attesa irrequieta, di orgasmo febbrile, sono belli, ànno le loro attrattive. Non è vero?
PAOLINA (cucendo, ad occhi bassi)
Sì...
DARIO