PAOLINA (con un fil di voce, commossa)
Lei mi porge la mano, signor Vittorio?
VITTORIO
Sì: e vi prego di ritenermi il vostro migliore amico. (La trascina dolcemente al divano e la fa sedere, sedendole accanto).
PAOLINA
Oh, grazie, grazie per queste sue parole. Ora posso lusingarmi di essere stata compresa, almeno da lei... Perchè non desidero altro ormai: di non essere disprezzata, di non essere creduta una malvagia che voleva ingannare l'unico uomo che ò amato con tutta l'anima mia... Egli mi disprezza forse... egli crede forse ch'io sia stata...
VITTORIO
Oh! no, Paolina. La vostra confessione, se impedisce a Dario di compiere quello che era il suo sogno, non gli dà il diritto che a compiangervi. Dario è oggi infelice quanto voi, forse più di voi. Questo colpo lo à annichilito. Egli non ragiona più, non riflette più... à perduta la testa... Pensa a fuggire, lontano da qui, dove aveva intravveduta la suprema delle felicità, dove invece si è trovato ad un tratto colpito dal più crudele dei disinganni.
PAOLINA
E sono io la causa di tutto ciò! Dio mio. Dio mio, avrei dovuto disingannarlo subito, avrei dovuto dirgli sino dal primo giorno...