— Lo so, ma ci scriveremo sempre, e potremo parlarne e regolare ogni cosa per lettera. Il pensiero degl'inevitabili mutamenti è ciò che più mi turba nel lasciarli; temo che si risentano della mia assenza, che abbiano bisogno di me.... Gertrude, tu avrai cura de' miei cari, non è vero?
— Io! — esclamò ella, sbalordita. — Una bambina come me che può fare?
— Se rimarrò lontano da cinque a dieci anni, tu non sarai sempre una bambina, e in molti casi vale più l'appoggio d'una donna che quello d'un uomo; specie d'una buona e brava donna quale tu diverrai senza fallo. Io non ho dimenticato l'ammirabile assistenza che prestasti allo zio True; e quando mi figuro la mamma e il nonno vecchi ed infermi, penso a te sperando che ti saprei accanto a loro; perchè sono certo che tu li potresti aiutare meglio assai che non possa io. E però li lascio affidati a te, Gertrude, benchè tu non sia che una bambina ora.
— Grazie, Guglielmo, della tua fiducia ch'io farò per loro tutto ciò che starà nelle mie forze. E lo farò finchè avrò vita. Ma è possibile ch'essi siano vegeti e sani durante tutto il tempo della tua assenza, e che invece io, sebbene tanto giovane, mi ammali e venga a morire.
— Ahimè, non è che troppo vero! — disse egli con accento di tristezza. — E potrei morire anch'io. Ma è inutile pensare a questo.... Mi pare che non avrei il coraggio d'andarmene se non mi confidassi di ritrovarvi tutti in buona salute e contenti, al mio ritorno. Tu devi scrivermi ogni mese, perchè sarebbe un compito assai più faticoso per la mamma che per te, e, sicuro, essa t'incaricherà quasi interamente della corrispondenza; sarà tutt'uno che le mie lettere siano dirette all'una o all'altra.... E tu, Gertrude, non mi scordare, sai.... voglimi sempre bene come se fossi presente.... Me lo prometti, cara?
— Scordarti, Guglielmo!... Io non penserò che a te, e t'amerò più che mai.... Come potrebb'essere diversamente? Ma tu sarai lontano in un paese straniero, dove tutto ti sarà nuovo, tutto ti distrarrà.... e non penserai di certo a me, altrettanto.
— Se tu lo credi, Gertrude, vuol dire che non mi conosci abbastanza. Tu qui avrai dintorno tanti buoni amici, io mi troverò solo laggiù in mezzo a gente estranea; ma il mio cuore sarà sempre con te e con la mamma, e vivrò più tra voi, che dove sarò in persona. —
Furono interrotti dal ritorno del signor Cooper e non riannodarono più il discorso su questo soggetto. Ma la mattina della partenza, mentre nella stanza attigua la signora Sullivan, china su un baule ben riempito, cercava di nascondere le sue lacrime, e il vecchio stava a testa bassa più del solito, con in mano la pipa spenta, Guglielmo disse sottovoce a Gertrude che ritta sopra una cassetta di libri ne premeva il coperchio affinchè egli potesse chiudere il lucchetto:
— Cara, per amor mio, abbi cura di nostra madre e del nostro nonno.... Sono tuoi quasi quanto miei. —
Nel momento che il giovanetto lasciava così, la prima volta, la sua casa, e andava a sostenere fra gli uomini la lotta per la vita, il signor Cooper, il quale nel suo scetticismo non poteva crederlo capace di vincere contro la fortuna, lo ammonì ripetutamente di non vagheggiare speranze che non si sarebbero mai avverate, e gli rammentò con insistenza quanto fosse inesperto del mondo.