Era la prima volta che Gertrude giungeva a padroneggiarsi così perfettamente, e fu l'ultima che il farlo le costò una così aspra lotta. Da quel momento ella andò acquistando sempre maggior potere nel governo di sè, e accrescendosi il suo vigore con ogni nuovo sforzo ella divenne un esempio mirabile agli occhi di coloro che sapevano con quale temperamento avesse a combattere.

Toccava quasi i quattordici anni ed era cresciuta così rapidamente, che adesso la sua statura superava l'ordinaria delle ragazze di pari età, anzichè rimanervi inferiore come fino allora. Ma non ne soffriva, grazie al riposo intellettuale, all'attività fisica, all'aria aperta della campagna.

Il suo giardino era per lei una sorgente di vivi piaceri. I fiori ch'ella educava con assidua cura, prosperavano, e tutti i giorni, a colazione, Emilia trovava accanto al suo piatto un bel mazzo fragrante.

Di tanto in tanto visitava la sua vecchia amica, che l'accoglieva cordialmente. La signorina Marta si dilettava di fare fiori artificiali, e i modelli le erano forniti dal giardino di Gertrude la quale perciò di rado arrivava a mani vuote. Ma i risultati corrispondevano così male alle buone intenzioni della fiorista, che sarebbe stato calunniar la natura chiamare le sue fantastiche imitazioni copie fedeli degli originali. Ella però n'era sodisfatta; ed è da sperare che fossero sodisfatti anche i suoi amici a cui destinava i grossi mazzi che portava in giro attaccati alla cintura col famoso nastro verde.

Gli amici di Marta Pace erano numerosi. Parlandone con Gertrude nominava tanta gente da farle pensare che doveva conoscere mezza Boston. Aveva imparato in gioventù l'arte della tappezzeria da lei per molti anni esercitata prestando l'opera sua, come ella raccontava, nelle più cospicue famiglie della città, dove si soleva dire che «Marta Pace possedeva due occhi davanti e due di dietro, e due paia d'orecchie», così acuta osservatrice ella era e di così fine criterio. Nonostante queste sue straordinarie facoltà di visione e comprensione, ella non aveva mai cagionato discordie nè pettegolezzi nelle case che frequentava: Era prudente e coscienziosa, e quantunque assai singolare ne' suoi costumi e nel suo linguaggio, e stravagante in certe sue fantasie a segno d'essere tenuta dagli estranei per una mezza pazza, aveva saputo guadagnarsi e conservare la benevolenza di buone persone, signore e signori, che la ricevevano e la trattavano con grande cortesia. Ella si regolava in modo da visitare per turno, nel corso di ciascun anno, queste famiglie amiche, ogni membro delle quali le stava a cuore, e mantenere viva l'antica intimità.

Un solo dispiacere affliggeva la vecchia zittella: quello di non avere uno sposo. E lo versava spesso nel seno di Gertrude.

— Ah, cara signorina, — ella esclamava allora, dimenticando, a quanto pareva, la sua età ed i suoi acciacchi — camperei pur bene in questo mondo, se avessi un compagno! — E con una mossettina del capo e una cert'aria civettuola, soggiungeva: — Sappiate, bella mia, ch'io qualche volta ci penso a prendere marito! — Poi, accorgendosi della maraviglia e dell'ilarità che questa sua idea destava nella fanciulla, le esponeva le ragioni per cui aveva tanto a lungo differito l'attuazione d'un disegno vagheggiato sempre, e benchè ammettesse di non esser più giovane come nei giorni andati, concludeva invariabilmente: — È vero che il tempo è inesorabile, ma io m'aggrappo alla vita, signorina Gertrude, io m'aggrappo alla vita, e posso ancora maritarmi! —

La moda era un altro soggetto su cui soleva intrattenerla con enfatiche declamazioni, confessando che quanto a lei, ella intendeva d'esserne rigida seguace, a costo di qualunque sacrifizio. Gertrude non poteva astenersi dal pensare che quest'intenzione della signorina Marta non andava meno miseramente fallita di quella d'innamorare un giovanotto. Si persuase anche, a poco a poco, che la vecchietta, quali si fossero le sue possibilità, era oltremodo avara.

Emilia, che la conosceva assai bene e spesso le aveva dato commissioni, non s'oppose alle visite della sua protetta; anzi l'accompagnava più volte. Ella gradiva le occasioni di distrarsi un poco, e la bizzarra conversazione di Marta Pace era per lei un vero divertimento come per Gertrude. Queste visite, del resto, venivano restituite con una sollecitudine che provava la preferenza della vecchia zittella per la parte di visitatrice; e la signorina Graham avendolo osservato, l'invitò a frequentare la villa a suo piacimento: invito di cui quella approfittò largamente.

XIX.