— La signora Ellis non ha voce in capitolo, ed Emilia neppure: quest'è affar mio, ed io voglio voi. Affiderei più volentieri i miei pazienti a voi che a tutte le signore Ellis del mondo. Quella lì non se n'intende d'assistere malati; rimandatela alle sue conserve di coccole rosse, e a' suoi pasticci di zucca. Dunque, è fissato; domani prendete il vostro posto.

— Grazie, dottore, grazie!

— Non mi ringraziate ancora; aspettate di esservici provata. È opera faticosa prestar le cure necessarie agl'infermi. Di chi è l'orto attiguo?

— Della signora Bruce.

— E cotesto pero è suo?

— Sì, signore.

— Per san Giorgio, signora Bruce, farò onore alle vostre pere! —

Così dicendo il dottor Jeremy, uomo sui sessantacinque, ma robusto ed agile, scavalcò il muretto di pietra che divideva il giardino dall'orto, lanciandosi con tale impeto, da arrivare d'un balzo appiè dell'albero.

Gertrude, la quale, esilarata, osservava le sue gesta, lo vide inciampare in un ostacolo e salvarsi dal cader bocconi stendendo le mani e reggendosi al grosso tronco del vecchio e bellissimo pero. In quella una testa ornata d'uno zucchettino di velluto si levò lentamente di tra le alte erbe, e apparvero la faccia e il busto d'un giovanetto di sedici in diciassett'anni che, appoggiato a un gomito, mirava con stupore l'intruso.

Ma questi, punto intimidito, prese immediatamente l'offensiva contro il primo occupante, gridando: