— Rizzati, poltrone! A che stai costì sdraiato facendo gambetta alle persone per bene?
— Chi chiamate voi persone per bene? — domandò il giovane senza risentirsi nè dell'epiteto nè dell'interrogazione.
— Me e la mia piccola amica qui presente, — replicò il dottor Jeremy ammiccando verso Gertrude che affacciata al muretto rideva di cuore del modo in cui egli era stato còlto sul fatto.
Gli occhi dell'altro seguirono la direzione de' suoi e si fissarono sul viso della fanciulla che brillava tutto di gaiezza.
— Posso fare qualche cosa per servirvi, signore? — disse egli poi, rivolgendosi a lui.
— Sicuro! — rispose il dottore. — Io sono venuto qui per cogliere di coteste belle pere; ma voi siete più alto di me, a con l'aiuto della vostra mazza che ha la gruccia ricurva, arriverete meglio al ramo più carico.
— Onorevole ed onesto proposito, — mormorò il giovane. — Sarò lieto di prestarmi per una così buona causa. —
Sollevò la mazza che giaceva accanto a lui, abbassò con essa un ramo fino a portata del suo braccio, e lo scosse vigorosamente. Le frutta mature si sparsero sull'erba. Il dottor Jeremy se ne empì le tasche e le mani, e mosse verso il muro divisorio.
— Ne avete abbastanza? — gli domandò il giovane con voce lenta e strascicata.
— A iosa, a iosa! — rispose egli.