— E la signora Sullivan?

— Sedeva sullo scalino dell'uscio di casa, piangendo.

— Disgraziata!

— Non poteva far nulla con lui, e aveva ceduto per disperazione.

— Dovrebbe avere una donna robusta o un uomo che lo vigilasse e gli prestasse le cure necessarie.

— È precisamente questa l'idea che la sgomenta più di ogni cosa. Dice che morrebbe d'angoscia se vedesse suo padre trattato senza riguardi come lo tratterebbe di certo una persona estranea; e inoltre capisco che rifugge dal mettersi questa persona in casa. Ella è estremamente scrupolosa in materia d'ordine e di pulizia, ed ha sempre fatto tutte le sue faccende da sè: l'ho udita dichiarare più volte che vorrebbe piuttosto tener in famiglia una bestia feroce che una serva irlandese.

— La sua nuova abitazione non le ha procurato finora molto piacere, non è vero?

— Oh, no! Mi faceva appunto notare, oggi, la sua singolare sfortuna: dopo aver tanto desiderato un quartierino con tutti i suoi comodi, in un bello stabile nuovo, ecco che non appena lo ha ottenuto e ammobiliato a modo suo, le piomba addosso una tale disgrazia.

— Ma è strano che non l'abbia veduta venire già prima. Io durante le ultime visite che le feci con te nell'altra casa, m'ero accorta della decadenza intellettuale di quel vecchio.

— L'avevo osservata anch'io, da un pezzo, ma a lei non ne dissi mai nulla, e credo ch'ella non ne abbia avuto il minimo sospetto fino al momento dello sgombero, quando il distacco da tutto ciò che gli era consueto ebbe sul povero signor Cooper gli effetti più funesti.